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giovedì 2 febbraio 2012

Fiera Nozze Qui 2012 - Considerazioni di una wedding planner

Ebbene sì, la crisi esistenziale da blog ha colto anche me e, sommata allo stress pre-fieristico, mi ha tenuto lontano dal web per un pochino.

L'ultimo mesetto è stato un trionfo di colpi di scena, pizzichi sulla pancia del tipo meglio-che-non-parlo, e poi la botta finale che annunciava la chiusura di Magnolia, una delle mie wedding planner preferite... capirete che se sei all'inizio e una di quelle che consideri tra le migliori in Italia improvvisamente chiude beh, c'è poco da stare allegri per i tuoi progetti futuri! Inizi a porti non mille, milioni di domande e a maledire il giorno in cui non ti sei iscritta a giurisprudenza come tutti si sarebbero aspettati per rincorrere il tuo sogno creativo. E poi? Poi basta. Poi accantoni la tristezza e ti dai una mossa perchè sei sulla strada buona. Il periodo economico è nero per tutti ma ne usciremo. E se non iniziamo a pensarla così e a pedalare non ne usciremo mai.

Bando al pippone, la settimana scorsa per la prima volta sono stata in fiera da espositore, quindi qualche considerazione è d'obbligo.

Diciamo fin da subito che lo sciopero dei camionisti con conseguente mancanza di benzina ha fortemente penalizzato i primi due giorni di manifestazione, riducendo le presenze ai minimi storici - oltre all'ovvio: se ti sposi hai un lavoro e se lavori sei a lavoro nei giorni lavorativi -.

Tralasciando dunque giovedì e venerdì, comunque utili al fine di tessere relazioni interpersonali e commerciali con gli altri espositori, i giorni di sabato e domenica sono stati alquanto affollati.

Il concetto alla base dell'ideazione del mio stand era che non rappresento una location - niente mise en place -, nè una confetteria - niente confettate a mille gusti -, nè un flower designer - niente imponenti istallazioni floreali -. Ho costruito il display con 5 rose e un mazzetto di gypsophila, nella più totale economia. 
La mia è un'agenzia di servizio e tale doveva apparire. Ho voluto vivere la fiera come opportunità, più che come esercizio di stile.

I miei biglietti da visita erano allegati a dolcezze a forma di cuore, cioccolatini e biscotti... che ho dovuto rifare più volte perchè andavano a ruba!












 Naturalmente, a chi si accomodava a scambiare due chiacchiere con me, veniva offerto qualche confetto, così da assaporare il matrimonio!




 Immancabile qualche shoot d'amore. Ho scelto il portfolio fotografico di Valentina Casagrande (con me i primi due giorni di fiera), perchè mi piace associare il suo stile fresco e romantico al mio.
Spero di averle fatto buona pubblicità, i fotolibri sono stati ammiratissimi!



Ho ricavato il desk unendo due mobili 4X4 Ikea che, pannellati ad arte, mi hanno permesso di nascondere il disordine (cappotti, borse, acqua, bicchieri, brochure, caffè...) creando un bancone operativo, personalizzato e professionale. 





Immancabili i miei gessetti profumati che, a seconda delle dimensioni, delle forme e del pack, possono trasformarsi in esclusivi segnaposto o bomboniere, a cui ho dedicato un post che potete leggere qui.


Avevo deciso, in accordo con Valentina Casagrande, di sfruttare la fiera per lanciare anche qui a Napoli la moda del photobooth. Per l'occasione ci eravamo armate di veli, cappelli, cilindri, papillon, lavagnette e gessetti colorati, baffi finti, boa di struzzo, collane e chi più ne ha più ne metta... Purtroppo nei giorni infrasettimanali c'è stato poco movimento, e tanti saluti al photobooth!

Oltre ai biglietti da visita, ho portato in fiera brochure, blocchetti e penne personalizzate. L'idea era quella di viziare i miei potenziali clienti. Ho dovuto nascondere le penne e i blocchetti quasi subito perchè purtroppo a molti sono sconosciuti i vincoli della buona educazione.




Dato il numero soddisfacente di contatti raccolti, credo di essere riuscita a comunicare nel modo corretto.
Per poter dire con certezza se valga o meno la pena per una wedding planner partecipare a una fiera per gli sposi, dovrò attendere un pochino e valutare se e quanti contatti si trasformeranno  in contratti. 
Fino a quel momento, posso dire di essermi divertita, di aver conosciuto un sacco di professionisti, di averne ritrovati altri... e di essere tornata a casa a pezzi ogni sera. 

Perdonate la lunghezza del post, e pensate che sono due giorni che taglio qua e là!